“La modifica alla legge regionale sulle acque era indispensabile per correggere storture che stavano penalizzando gli agricoltori. Con il mio emendamento diamo agli agricoltori una possibilità concreta: usare l’acqua anche quando il terreno cambia utilizzatore, senza blocchi e senza burocrazia inutile, previo adempimento delle procedure previste”.
Lo afferma il consigliere regionale Antonio Tutolo dopo l’approvazione della legge di modifica sulla disciplina delle acque superficiali e sotterranee, che introduce una serie di correttivi attesi dal mondo agricolo.

L’emendamento presentato da Tutolo – e approvato dall’Aula – consente al titolare della concessione di cedere temporaneamente l’uso della derivazione idrica a chi utilizza i terreni per periodi non superiori all’anno, mantenendo però in capo al titolare originario la responsabilità verso gli enti competenti. 
“È una norma semplice, ma decisiva per chi lavora la terra. I terreni possono cambiare utilizzatore anche solo per una stagione: l’acqua deve poter seguire quel lavoro, senza volture continue e senza fermare le aziende”, ha spiegato il consigliere.

Nel suo intervento, Tutolo ha richiamato anche un altro punto centrale della riforma: la possibilità di regolarizzare le utenze non riconosciute, evitando sanzioni che possono arrivare fino a 50mila euro. “Molti agricoltori non sanno nemmeno di correre un rischio così alto. La legge applica il minimo previsto dalla normativa nazionale e offre una via d’uscita chiara. Non è un favore: è un dovere di trasparenza”, ha detto.

Il consigliere ha inoltre sottolineato l’importanza dell’emendamento che esclude dall’ambito della legge la grande maggioranza delle utenze che non prelevano acqua dalla falda. “Quelli non sono pozzi, – ha ricordato – sono vasche di accumulo. Non si possono imporre obblighi pensati per opere che non lo sono. Con questa correzione togliamo dall’applicazione della legge quasi il 90% delle utenze che prima erano considerate pozzi, riducendo costi e adempimenti inutili”.

Tutolo ha infine richiamato la necessità di tutelare la risorsa idrica nel lungo periodo, evitando usi indiscriminati che in alcune aree della Puglia hanno già portato alla salinizzazione delle falde. “Difendere gli agricoltori significa garantire acqua oggi e domani –  ha concluso – . Le falde non sono infinite: vanno protette, mentre si investe finalmente negli invasi e nelle infrastrutture che aspettiamo da sessant’anni”.

Comunicato stampa

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