Leggo con attenzione i proclami sui 20 milioni, 80 milioni per la valorizzazione delle “aree interne” e dei borghi della nostra Puglia. Sentiamo parlare di strategie nazionali, di contrasto allo spopolamento, di investimenti. Bellissime parole. Ma la realtà che viviamo qui, nel Basso Tavoliere, è ben diversa.

Ancora una volta, comuni come Stornara e quelli del nostro comprensorio vengono fatti fuori. Esclusi. Tagliati fuori da queste grandi manovre perché, secondo la burocrazia, non siamo “area interna” e non siamo “area marittima”.

Finisce sempre così: da un lato si finanziano giustamente i meravigliosi Monti Dauni, dall’altro la Regione elargisce continuamente fondi alle località costiere e marittime. E noi? Noi che siamo nel mezzo? Noi restiamo a guardare, dovendo fare i conti ogni giorno con un territorio sempre più in difficoltà.

Anche a Stornara combattiamo la nostra battaglia contro lo spopolamento. Anche da noi i giovani, non trovando lavoro, sono costretti a valigie fatte e a partire per il Nord. Il declino demografico e la mancanza di opportunità non sono un’esclusiva di nessuno: colpiscono anche noi!

Eppure, Stornara ha saputo inventarsi un futuro. Siamo il paese dei Murales, un museo a cielo aperto che ogni anno attrae visitatori e turisti da tutta Italia. Abbiamo creato un’attrazione turistica e culturale dal nulla, con il lavoro e il sacrificio. Ma l’arte da sola non basta se mancano le basi. Per accogliere i turisti, per dare dignità ai nostri cittadini, abbiamo bisogno di infrastrutture, di strade sicure, di decoro urbano e di servizi efficienti.

Non esistono territori di serie A e territori di serie B. Una Puglia forte non si costruisce dimenticando il cuore agricolo e culturale del Tavoliere.

Invitiamo ufficialmente il Presidente Antonio Decaro, i consiglieri regionali e tutti gli assessori della Capitanata a venire qui, a guardare i nostri murales ma anche le nostre strade. Chiediamo e pretendiamo una maggiore attenzione e interventi concreti per i nostri territori. Noi non intendiamo fare un passo indietro.

Comunicato stampa

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