“Deve esserci una stazione unica appaltante per tutti gli acquisti sanitari della Regione Puglia. Oggi c’è un’evidente dispersione di risorse che bisogna assolutamente recuperare. Non esiste al mondo un’altra azienda grande – e la sanità pugliese è un’azienda da 8 miliardi di euro – che abbia decine di centri di acquisto. Questa frammentazione va eliminata: un centro unico permette risparmi enormi, parliamo di centinaia di milioni di euro che devono tornare ai cittadini sotto forma di servizi sanitari migliori. Una stazione unica, non 30 o 40 centri diversi: anche un bambino capirebbe che le economie di scala sono decisive”.
Lo dichiara il consigliere regionale Antonio Tutolo, a margine dell’audizione da lui richiesta e svolta oggi in III Commissione Sanità, presieduta da Felice Spaccavento, alla presenza dei direttori generali delle ASL e delle Aziende Ospedaliero‑Universitarie della Puglia.
Il consigliere aveva chiesto alle aziende sanitarie un prospetto analitico dei prezzi di aggiudicazione – anno per anno – di un campione di circa venti dispositivi medici, ortopedici e presidi sanitari di largo consumo. L’obiettivo: verificare differenze di costo, caratteristiche tecniche e modalità di approvvigionamento tra le diverse ASL e Aziende ospedaliere.
Dai fascicoli consegnati alla Commissione emerge un quadro frammentato: per molti prodotti i prezzi variano da territorio a territorio, perché le aziende procedono con gare autonome, soprattutto quando non esiste una gara centralizzata o quando le procedure vanno deserte. In Commissione è stato ricordato che in Puglia esiste già un soggetto aggregatore, InnovaPuglia, che però centralizza solo le categorie previste dal Dpcm 11 luglio 2018. Per tutto il resto del materiale sanitario non c’è obbligo di acquisto unico e le ASL continuano a bandire gare proprie, con inevitabili differenze di prezzo e di standard tecnico‑funzionale.
“La questione politica è semplice – afferma il consigliere -: la Regione deve imporre l’acquisto centralizzato anche per i prodotti non coperti dal Dpcm. Bisogna accelerare le gare, uniformare le caratteristiche tecniche e garantire la fungibilità dei dispositivi. Non è accettabile che un cittadino, spostandosi da una ASL all’altra, non possa nemmeno ricaricare una bombola di ossigeno perché gli attacchi non sono compatibili. Per i caricatori dei cellulari la politica è intervenuta: può farlo anche per tutelare la qualità della vita delle persone”.
Tutolo ha annunciato che la proposta di legge per l’istituzione della Stazione unica appaltante regionale è già pronta e sarà portata in Aula.
“Gli ospedali – conclude – devono tornare a fare ciò per cui esistono: curare le persone, non la gestione degli appalti”.
Comunicato stampa


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