“Ho fatto presente in aula che sembrerebbe esserci la possibilità di un annullamento in autotutela delle autorizzazioni. Bisogna far capire a queste aziende che noi siamo disposti a tutto. La diga di Palazzo d’Ascoli è un’opera strategica per la Capitanata e la Puglia intera e non mi fermerò finché non sarà messa al sicuro. Dopo sessant’anni di attese non possiamo permetterci che la sua realizzazione venga compromessa da autorizzazioni rilasciate senza una visione d’insieme”.

Con queste parole il presidente della IV Commissione consiliare, Antonio Tutolo, commenta l’esito dei lavori a margine della seduta dedicata nuovamente alla vicenda della diga di Palazzo d’Ascoli e alle interferenze generate da impianti eolici e fotovoltaici già autorizzati o in fase di autorizzazione nell’area destinata all’invaso.

La Commissione si è riunita per ricostruire lo stato dell’arte e valutare i margini di intervento politico e amministrativo. Su invito di Tutolo hanno partecipato e sono intervenuti la senatrice Gisella Naturale e l’onorevole Giandiego Gatta, due dei circa quaranta parlamentari pugliesi convocati per affrontare una questione che riguarda direttamente il futuro idrico e agricolo della provincia di Foggia. Sono stati inoltre ascoltati i tecnici regionali e i rappresentanti del Consorzio di Bonifica, che hanno illustrato le criticità emerse.

Come già evidenziato dal consigliere nelle scorse settimane, durante l’iter autorizzativo di alcuni parchi eolici – in particolare quello di San Potito – non era stata rilevata l’interferenza con l’area destinata alla diga. Tre aerogeneratori ricadono esattamente nel punto in cui dovrebbe sorgere l’invaso, e nel corso della seduta è emersa la possibilità tecnica di spostarli di una decina di metri, soluzione che sarà oggetto di approfondimento con le aziende interessate. Nel frattempo, è stato inoltre segnalato che sono in corso nuove richieste e procedimenti autorizzativi per ulteriori impianti nella stessa zona, aggravando un quadro già critico. Una situazione che Tutolo ha definito “il classico esempio di quando la mano destra non sa cosa fa la sinistra”, ricordando che nel frattempo il Governo ha finanziato con 9,5 milioni di euro la progettazione esecutiva dell’opera.

La diga di Palazzo d’Ascoli, progettata oltre sessant’anni fa, avrebbe una capacità di 84 milioni di metri cubi d’acqua e garantirebbe irrigazione fino a 42mila ettari, sostenendo distretti agricoli ad altissima produttività come Foggia, Manfredonia, Cerignola, i Cinque Reali Siti, Ascoli Satriano e Orta Nova. “Senza acqua non c’è agricoltura, e senza agricoltura non c’è sviluppo per questi territori”, ha ribadito Tutolo.

Nel corso della seduta l’assessore allo Sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio, ha confermato di aver già avviato un confronto con le aziende titolari delle autorizzazioni e di voler lavorare a una soluzione condivisa. Tutolo ha espresso apprezzamento per l’impegno, ma ha chiarito che la battaglia è appena iniziata: “Mi conoscete: non sono abituato a fermarmi. Difenderò quest’opera in ogni sede, perché è importante per noi e per chi verrà dopo di noi”.

Il consigliere ha annunciato che nelle prossime settimane proseguiranno gli approfondimenti tecnici e politici, con l’obiettivo di rimuovere ogni ostacolo alla realizzazione della diga. “Continuerò a lavorare senza sosta – ha concluso -. Questa infrastruttura è troppo importante per il futuro della nostra terra”.

Comunicato stampa

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