Nelle prime ore del mattino di oggi, giovedì 23 luglio, i Militari del Comando Provinciale di Campobasso, su direttiva della Procura di Larino, hanno applicato il provvedimento di custodia cautelare stabilito dal Gip del Tribunale frentano. L’operazione ha condotto all’esecuzione di tre misure cautelari, di cui due custodie in carcere ed un obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, a carico di altrettanti individui già noti alla giustizia, nonché alla denuncia a piede libero di un ulteriore sodale, tutti con precedenti di polizia in materia, provenienti dal territorio foggiano.
Nel corso della conferenza stampa che si è svolta questa mattina, giovedì 23 luglio, nella Caserma dei Carabinieri di Larino, gli investigatori hanno evidenziato come il fenomeno degli assalti agli sportelli bancomat sia particolarmente sentito e non riguardi esclusivamente il territorio molisano. È stato inoltre sottolineato come i reati siano stati commessi da soggetti che, in alcuni casi, avrebbero dovuto trovarsi agli arresti domiciliari, con pesanti ripercussioni anche sulle comunità locali, costrette a fare a meno dei servizi ATM per lunghi periodi a causa dei danni provocati dalle esplosioni. Determinante, nell’attività investigativa, è stato anche il supporto del RIS di Roma, che è riuscito ad estrarre il profilo genetico da una traccia di sangue rinvenuta sulla scena del crimine di Portocannone, elemento che ha consentito di identificare uno degli indagati. Il sostituto procuratore di Larino, Marianna Meo, ha espresso soddisfazione per l’esito dell’operazione, sottolineando come il risultato si aggiunga a quello ottenuto lo scorso anno e auspicando che rappresenti un segnale concreto della presenza dello Stato sul territorio. Ha inoltre richiamato l’attenzione sull’elevata pericolosità degli ordigni utilizzati, le cosiddette “marmotte”, definendoli dispositivi dalla potenza micidiale, e ha rivolto un ringraziamento ai Carabinieri per l’impegno quotidiano profuso nelle attività di prevenzione e contrasto alla criminalità. Il comandante della Compagnia Carabinieri di Termoli, Di Pierno, è quello della Compagnia di Larino, Bazzurri, hanno rimarcato come il risultato sia il frutto dell’impegno, del sacrificio e della meticolosa attività investigativa svolta dai militari, capaci di valorizzare anche gli elementi apparentemente più piccoli. Ha inoltre sottolineato che l’indagine è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione con l’Autorità giudiziaria e al lavoro sinergico tra i diversi reparti dell’Arma, evidenziando come proprio questa cooperazione rappresenti uno dei punti di forza del territorio. Infine è stato evidenziato che gli indagati sono tutti molto giovani, con un’età di circa vent’anni, ma già gravati da numerosi precedenti di polizia e, in alcuni casi, specifici per reati della stessa natura.
L’attività investigativa, sviluppata dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Larino con la collaborazione dei militari della Compagnia di Termoli, ha avuto inizio nell’autunno del 2024, a seguito di un assalto avvenuto presso lo sportello MPS di Portocannone. Da quell’episodio, gli inquirenti hanno avviato gli accertamenti per decifrare gli schemi operativi del gruppo e attraverso la fondamentale attività di repertamento condotta dai militari specializzati del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Termoli, che sono riusciti ad isolare una traccia di sangue, sono riusciti ad individuare in maniera decisiva uno degli indagati.
Le articolate indagini hanno permesso di identificare i soggetti che, a vario titolo, hanno concorso in ben 4 assalti, con estrema spregiudicatezza, utilizzando un quantitativo di esplosivo tale da generare deflagrazioni dalla potenza incontrollata che hanno provocato ingenti danni agli edifici circostanti. Infatti, in più assalti, sono stati utilizzati plurimi ordigni esplosivi, fino ad arrivare ad utilizzarne ben tre presso la filiale Unicredit di Santa Croce di Magliano, il 25 febbraio 2025.
Il sodalizio, costituito da due soggetti all’epoca dei fatti sottoposti agli arresti domiciliari, operava con totale spregiudicatezza, non curante dei già prescritti obblighi di legge. Il lavoro sinergico degli inquirenti ha permesso di localizzare in breve uno dei sospettati, sottoposto ai domiciliari nel comune di Orta Nova. Infatti, a seguito del coordinamento tra le centrali operative delle Compagnie campobassane e foggiane, i militari della locale stazione, appreso degli eventi delittuosi avvenuti a Larino e Santa Croce di Magliano, in entrambe le circostanze hanno eseguito un immediato controllo presso l’abitazione del sottoposto agli arresti domiciliari per reati analoghi, risultando assente in entrambe le circostanze.
Nel secondo episodio, avvenuto il 25.02.2025 a Santa Croce di Magliano, il predetto nuovamente non è stato trovato nel luogo degli arresti domiciliari, ma è stato tratto in arresto 48 ore dopo dai carabinieri della Stazione di San Marco in Lamis, intento a nascondersi in un casolare, unitamente all’altro sodale già latitante da diversi mesi. In quella circostanza, i giovani sono stati trovati in possesso di una pistola, materiale esplosivo e sostanza stupefacente.
Tra i mesi di settembre 2024 e marzo 2025, i membri del sodalizio criminale hanno messo a segno quattro incursioni nel Basso Molise, completando l’attività delittuosa in due occasioni e accumulando un provento illecito di circa settantamila euro. Tutti i componenti della rete criminale presentano precedenti penali e di polizia, in svariati casi specifici per reati analoghi. Due di loro sono legati da un vincolo di parentela.
I capi d’accusa formulati riguardano per tre degli indagati danneggiamenti e furti pluriaggravati in concorso in danno di istituti di credito, mediante l’uso di esplosivo, mentre per il soggetto sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria viene contestata la detenzione del materiale esplodente necessario alla composizione dell’ordigno.
Comunicato stampa


Lascia un commento