Amministrazione comunale e Opera Nomadi hanno attivato un tavolo tecnico per individuare la soluzione più idonea a risolvere i problemi posti dalla presenza di una piccola comunità Rom, che si è insediata nell’area di un vecchio silos a qualche chilometro dalla città. Il primo incontro tra la sindaco, Iaia Calvio, e il presidente dell’organizzazione, Antonio Scopelliti, si è svolto nel pomeriggio di ieri, a Palazzo di Città, presenti gli assessori al Territorio, Leonardo Trecca, e al Bilancio, Mimmo Dembech, e il consigliere comunale Giuseppe Gervasio. Gli stessi hanno, quindi, effettuato un sopralluogo per verificare sul campo quale fosse la situazione e le condizioni di vita della piccola comunità. Accompagnati da un rappresentante delle famiglie di etnia Rom, hanno constatato che una buona parte di quanti vivono nell’area è costituita da lavoratori stagionali ormai prossimi a lasciare l’agro ortese. Sono una ventina, invece, i nuclei familiari che intendono risiedere stabilmente. Il confronto ha fatto emergere la possibilità di realizzare un’area di sosta, dotata di servizi igienici e di colonnine per l’acqua e la corrente elettrica, ma da parte dell’Unione dei Comuni dei ‘5 Reali Siti’. Assegnando la titolarità dell’intervento a questo organismo, ha spiegato Scopelliti, si dovrebbe poter attingere a fondi statali stanziati per questo genere di azioni in territori con più di 30.000 residenti. “Gli assessori Dembech e Trecca verificheranno la fattibilità tecnica e finanziaria di questa ipotesi prima di avanzare una formale proposta all’Unione dei Comuni – ha affermato la sindaco, Iaia Calvio – E’ ferma volontà dell’Amministrazione comunale trovare una soluzione capace di contemperare il sacrosanto principio dell’accoglienza e dell’integrazione civica e sociale di chi arriva da terre lontane e vuole vivere nella nostra comunità con la necessità di garantire alla nostra città decoro e ordine. Tutti noi, italiani e stranieri, siamo vittime del taglio feroce ai trasferimenti dello Stato verso i Comuni per interventi di carattere sociale e ciò deve rafforzare le reti di solidarietà, formali e informali, che innervano di opere concrete la cultura dell’accoglienza – conclude Calvio – ma non ci sottrarremo alle nostre responsabilità di amministratori, qualunque sia la decisione da assumere”.
Comunicato stampa comune di Orta Nova

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