Istruzione

Un premio nazionale per la III D della Primaria dell’I.C.S. di Carapelle

Il Prof. UMBERTO RANAURO, preside dell’I.C.S. di Carapelle, attento e sempre disponibile a tutte
le iniziative, progetti, corsi di formazione e concorsi che propone ad insegnanti e studenti per una
formazione ai massimi livelli, è davvero onorato di aver appreso la notizia di questo premio
meritato e molto difficile da conquistare perché trattasi di 980 tavole con bellissime
rappresentazioni grafiche e di notevole significato che hanno visto partecipare, al concorso premio
Giotto, le scuole provenienti da tutti gli istituti scolastici della nostra penisola.
Nel corso dell’a. s. 2019/20 e prolungato per l’anno successivo a causa della pandemia, la
società F.I.L.A. (Fabbrica Italiana Lapis ed Affini S.p.A.) ha istituito l’ottava edizione del
Premio Giotto La matita delle idee, rivolto alle scuole dell’Infanzia e Primarie del territorio
nazionale italiano, dal titolo “Cento di questi anni. 100 anni di innovazione, 100 anni di
pensiero creativo, 100 anni di rivoluzioni artistiche”.
L’anniversario è stato l’occasione per proporre a tutte le scuole dell’Infanzia e Primarie un
percorso creativo che partisse dalla sperimentazione dei linguaggi che l’arte degli
ultimi 100 anni ci ha regalato attraverso i colori, gli accostamenti, le forme, i
linguaggi, le tecniche e le azioni. Un tema per dar voce alle scuole e ai bambini
attraverso la produzione e interpretazione di un elaborato ispirato agli artisti e ai movimenti
artistici protagonisti dell’ultimo secolo.
A partire dalla ricerca delle innumerevoli forme che l’arte ha sperimentato nel tempo, è
stata proposta una sfida educativa capace di potenziare il senso artistico innato di ogni
studente e sviluppare, al contempo, le sue competenze cognitive e socio-emozionali. Il
linguaggio figurativo dei grandi artisti, punto di partenza del lavoro, si mescola alla libera
espressione personale dei bambini, dando luogo a forme inedite e inaspettate. Questo
straordinario viaggio lungo cent’anni, ricco di spunti e interessanti opportunità, permette ai
bambini di riflettere, inventare, creare e crescere.
L’opera degli alunni della classe III D Primaria, guidati dall’insegnante ANNA CARLA LUCIA
TANCREDI, viene presentata come un testo d’analisi e riflessione e che ha preso vita da un lungo
lavoro relativo all’argomento complesso della violenza sulle donne, avviato già nel corso dell’anno
scolastico scorso, in occasione di un laboratorio relativo ai Diritti e Doveri fondamentali, dove
l’ospite avvocato Anna Rita Cericola ha dedicato uno spazio alla parità di genere e alla violenza
sulle donne. Il percorso sulla delicata tematica sia dal punto di vista letterario e artistico è stato
interrotto a causa del primo isolamento da emergenza sanitaria; poi, ripreso, con maggiore vigore,
durante i primi mesi di quest’anno scolastico al fine di conseguire quanto prefisso dalla docente
Tancredi Anna Carla Lucia. Durante la DAD l’alunna Veronica Bourgeois ha terminato la
rappresentazione grafica che era già iniziata in classe nei mesi precedenti dando un contributo
notevole all’opera. Al ritorno a scuola nell’anno corrente tutti gli alunni si sono impegnati nella
coloritura.
Il lavoro d’arte nasce, quindi, come una sorta di “riproduzione litografica” dell’analisi del complesso
fenomeno elaborato e vagliato da una classe sensibile, attenta e propositiva nella risoluzione della
problematica sociale.

L’obiettivo – che era già al centro del progetto biennale e che ha trovato nel concorso l’opportunità
di maggior spazio e stimolo – è rappresentato dal mettere su “tela” i vari aspetti della violenza,
dando, per un verso, un messaggio realistico e crudo dei risvolti drammatici e, per altro verso, un
messaggio di svolta e cambiamento, in un’ottica positiva e propositiva, tipica del bambino che
guarda al futuro con occhi sereni e fiduciosi e che è centro di proposte e soluzioni, in un’attenzione
crescente.
Dal punto di vista “artistico” i bambini sono stati invitati ad utilizzare e rielaborare tecniche e stili
artistici di Kandinsky, Picasso, Mondrian, Klimt, Botero, futurismo, chiaroscuri e quanto a loro
conoscenza, cercando di calibrare colori, linee e matite al significato che si voleva trasmettere
attraverso le varie figure in bilico tra emozioni e cruda realtà.
La classe, nell’opera eseguita spezza il parallelismo tra la materia letteraria, social-normativa e
quella artistica ed offre forma e vita ad un lavoro maturo ed elaborato, che va oltre l’età degli
alunni; l’opera è testimonianza che nulla resta incompreso alla mente dei più piccoli e che guidare
ad un approccio profondo di una tematica così fitta di trame, è proposito angusto ma possibile,
sostenuto dalla brillantezza della mente in età scolare.
La lettura dell’opera dal titolo “DONNA…VOLA PIU’ IN ALTO CHE PUOI!” è stata prodotta dai
bambini attraverso la seguente sintesi fornita dall’avv. Cericola con la sua interpretazione
personale e critica.
“Trattasi di un rebus di mille colori per la curiosità del visitatore. Ad una attenta lettura emerge
l’esplorazione del ciclo della violenza in un’ottica propositiva, dell’importanza e rilevanza della
affettività ed emotività dell’individuo e dell’indispensabile riconoscimento che si deve all’altro come
“persona” non oggettivizzante dal proprio narcisismo.
La donna si pone come l’autrice di sé stessa, colei che opera una scelta, che vede il proprio
carnefice nella bivalenza della sua essenza di “angelo -demone” e trova – nella consapevolezza di
sé ed attraverso la cultura – forza e chiave per ritrovarsi nella sua autenticità e singolarità.
In questa chiave, la figura “cubistica” del volto femminile – rielaborata in un insieme di curve,
predilette alle linee nette e stilizzate, ed arricchite da accostamenti cromatici, rivelatori della
serenità dell’età – svela la complessità dell’animo femminile e si pone come immagine
predominante del lavoro.
Occhi grandi, colorati e asimmetrici. In uno occhio, “Tic tac”: un orologio segna le ore 24.00 in
prossimità di un nuovo giorno, di un nuovo orizzonte e, nell’altro, un sole illuminante o un
acchiappasogni indiano?
Labbra chiuse, dai colori Mondrian.
Dal volto, vitale e determinato, partono due mani che operano la scelta.
Ecco! La mano destra spezza il nastro rosso che la legava alla violenza, all’angelo demone.
Il nastro è spezzato! Cade, sul mondo femminile, una clessidra contenente i colori della vita che
fluiscono verso il basso, aspirati dal volto del violento che non offre altro che il suo tornado
interiore mentre, sul suo fondo, vigila l’occhio inquietante e malvagio di chi compie l’escalation del
sopruso.
Dalla clessidra partono due aquiloni, un po’ kandinskyani, rappresentativi di chi è volata in cielo
mentre, sul lato sinistro, donne in chiaroscuro, figure in “prospettiva”, con dettagli accennati,
notate da labbra marcate da rossetti e/o particolari rossi, simbolo della femminilità refoulé.
Sono le donne invisibili agli occhi dei più! Sguardi persi nella violenza in atto.
Una donna piange lacrima di sangue, intrappolata nel dolore.
C’è chi riserva ancora dolcezza al suo carnefice,

chi si presenta fiera e filmica, senza suscitare sospetto sul drammatico segreto,
chi indaga, con sguardo fisso ed attendo, ma senza occhi verso la realtà
e chi sogna, elude la verità, guardando in alto, con la speranza di un Aiuto Divino.
Infine, la complicità di due volti invisibili che si ritrovano nello sguardo di un’amicizia.
Ai piedi della “cubica” il doppio volto maschile: – angelico diretto, con prospettiva futuristica,
verso la clessidra e Con occhio diretto alla ricerca di altra donna da ridurre a icona per il proprio
ego; – diabolico, violento, urla alla mano della “cubica” di fermarsi, di tornare.
Ma lei procede, va avanti verso la vita! Ed ecco, sul palmo della sua mano sinistra, il suo
risorgimento.
Non è fashion, non è “like” ma solo lei…Giunonica ma armoniosa, “Boteriana” e senza conflitti,
Si veste di cultura, lascia i suoi bizzarri capelli liberi, decorati solo dalle matite da disegno, suo
strumento d’espressione.
Con scarpe rosse, fiera della sua fisicità, osa un’arabesque con un sorriso compiaciuto che svela
un adorabile doppio mento mentre legge, in chiave fiabesca, la sua vita. Dal suo nuovo capitolo
partono in volo dei gabbiani, leggiadri e liberi, verso nuovi inizi, verso nuovi mondi”.
COMPLIMENTI AGLI ALUNNI E DOCENTE DELLA CLASSE III D e…al prossimo concorso.

Comunicato stampa

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