Rubrica

Giovanni Maffei, il ricordo di chi ha fatto del Gelato una passione, una gioia, un lavoro

Non sembra vero, eppure è già trascorso un anno da quando è venuto a mancare Giovanni Maffei, impresso indelebilmente nei ricordi dei suoi concittadini ortesi e di tutti coloro che hanno avuto il piacere di degustate il suo famoso gelato. Arte che ha iniziato ad apprendere in giovane età, facendo l’aiutante, Giovanni, che di anni ne aveva sei, iniziò prestissimo a cimentarsi in diversi lavoretti come quelli del fotografo, del cameriere e naturalmente aiuto gelatiere, in quegli anni in cui si aiutava la famiglia , quindi con i propri fratelli iniziò il lungo cammino nel settore dolciario, incominciando a vendere porta a porta con il proprio carretto dei gelati. Non solo un prodotto da consumare, ma felicità per tutti quei bambini che in tempi lontani si accontentavano di poco per sorridere e ringraziare. Il primo chiosco di Giovanni fu costruito in piazza Pietro Nenni, per poi essere trasferito in un altro punto della piazza, ed infine spostato all’interno della Villa comunale Federico II.Nella sua lunga e fruttuosa carriera, Giovanni, ha svolto sempre, fino alla fine, con passione il proprio lavoro aiutato e supportato dai propri figli e da sua moglie Giuseppina. Un lavoro che Giovanni non considerava neanche tale ,era semplicemente la sua passione, così, il tuo diletto Zio, si perché era uno zio,fratello, padre, marito, nonno e bisnonno ed avendo avuto la fortuna di averlo conosciuto come nipote possiedo una prospettiva diversa in confronto ad semplice conoscente.Ricordo della sua propensione verso gli altri,non esisteva orario in cui non si potesse andare a trovarlo e sedia che non si potesse riempire alla sua tavola,in sua compagnia;ricordo con affetto tutte le volte che orgoglioso ci mostrava la sua bacheca,accanto alla sua poltrona,posto speciale in cui custodiva gelosamente tutti i suoi ricordi più cari in foto, c’era spazio per tutti i componenti della sua famiglia, anche per noi. Zio ,ricordo delle tue pacche sulla spalla per rassicurare che anche se qualcosa non stesse andando proprio per il verso giusto,la vita va dritta per la sua strada e bisogna andare avanti sempre e comunque.Sei stato,caro zio, insegnamento di Amore, virtù e comprensione,tutti racchiusi nelle tue buone e pregevoli azioni quotidiane;noi abbiamo avuto il vantaggio di conoscerti quaggiù,ora ti toccherà addolcire anche lassù tutti coloro che avranno la buona sorte di incrociare il tuo lieve sentiero, Giovanni.

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