Il servizio del TG2, andato in onda nell’edizione serale del 28.02.2025, riguardante la nostra ci à ha espresso un’idea parziale della nostra comunità, non conforme alla concreta situazione economica, sociale e culturale. Il servizio aveva una precisa finalità: quella di giustificare, all’opinione pubblica, l’esigenza di destinare i fondi del Decreto Caivano ad un territorio presentato con un’alta vulnerabilità sociale. Pertanto il taglio dato all’informazione era pre-giudizialmente orientato alla descrizione di un’Orta Nova sciatta, sporca, povera e vulnerabile. Le cose stanno così? No, assolutamente. Non possiamo nascondere i nostri problemi, che una parte del servizio ha enfatizzato, ma abbiamo l’obbligo morale e sociale di promuovere le illuminanti esperienze economiche, culturali e sociali che il nostro territorio continua a generare, anche in questa fase buia e mesta. La de-gradazione sociale descritta dall’alto non corrisponde alla reale situazione della nostra comunità; una maggioranza, forse troppe volte silenziosa, vive rispettando le regole, mentre una degradante minoranza della città la assoggetta, la deturpa, la stupra, la violenta e cerca di tenerla sotto scacco. Di cosa stiamo parlando? Del sistema mafioso-clientelare che da molti anni cerca di soggiogare la nostra comunità.

Il servizio del TG2 ha invece omesso di parlare del problema centrale della nostra comunità, ha letteralmente orientato la questione verso una mancanza di senso civico, di de-responsabilizzazione della cittadinanza, senza nominare l’autentico cancro che cerca di soffocare le grandi energie e speranze della nostra Orta Nova, ovvero il sistema mafioso che si avvale della servitù di una piccola, ma forte, zona grigia, composta da pseudo-imprenditori, pseudo-politici e pseudo-professionisti. L’essenziale problema che riguarda la nostra città è stato reso invisibile ai nostri occhi, ma sappiamo analizzare e comprendere le nostre problematiche, per questo elaboreremo con tutte le realtà operose del nostro territorio un documento pubblico con il quale indicheremo come e su cosa spendere i finanziamen del Decreto Caivano.

A tu noi cittadini liberi di Orta Nova spetta spezzare questa duplice catena: quella della disinformazione e del sistema mafioso. Da questa situazione se ne esce con le uniche armi che abbiamo a disposizione: storia, cultura, cura dell’ambiente, legalità, educazione, prossimità e speranza. Orta Nova è libera e lo dimostrerà.

Comunicato stampa

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