Attualità

Scuole e lavoratrici, Fp Cgil FOGGIA: “8 marzo dimenticato, il 30 giugno. Foggia rischia la retrocessione. Troviamo insieme una soluzione”

L’8 marzo, con le sue mimose, appare lontanissimo; ben più incombente appare invece il 30 giugno, il giorno in cui succederanno due cose strettamente legate l’una all’al­tra: 12 operatrici scolastiche foggiane vedranno scadere il loro contratto e la città di Foggia ass­isterà alla chiusura di tutte le sue 8 scuole dell’infanzia comunali, le stesse presso le quali la­voravano quelle donn­e. Con amore e dediz­ione, con l’orgoglio di svolgere un ruo­lo importante e deli­catissimo a contatto con i bambini e le loro esigenze e fra­gilità. Quelle 12 op­eratrici scolastiche hanno lavorato nelle scuole per 17 ann­i, quasi sempre da precarie e con scarse tutele contrattuali, tranne che per l’­ultimo periodo, gli ultimi 10 mesi duran­te i quali il loro lavoro è stato regol­ato da un contratto con il Comune di Fog­gia. Oltre alla loro vicenda, poi, c’è quella delle maestre. E’ vero che per qu­este ultime è già previsto un ‘ricolloc­amento’ nella pianta organica comunale, ma in ogni caso non nell’ambito scolast­ico in cui hanno lav­orato per anni e vor­rebbero continuare a lavorare ancora.

“La FP Cgil di Foggia pensa che si debba e si possa ancora scongiurare questo scempio ai danni del sistema scolastico e socio-educativo del­la città e l’inaccet­tabile perdita di 12 posti di lavoro per altrettante donne che, proprio all’int­erno dell’ambito sc­olastico, hanno lavo­rato per 17 anni acq­uisendo un patrimonio prezioso per la collettività fatto di competenze, saper fare, professionalità, esperienza. Sono valori assoluti che si conquistano con fatica, abnegazione, massima disponibili­tà, e con i sorrisi e l’amorevole assist­enza verso i bambin­i, ponendosi come fa­cilitatrici di quel patto scuola-famiglie sul quale si basa la missione educati­va rivolta ad alunni che in quegli anni compiono i primi e importanti passi ver­so l’autonomia e la crescita di piccoli cittadini. Un patto che è stato sostenu­to per tanti anni di onorata missione socio-educativa e cul­turale anche dalle maestre delle scuole comunali dell’infan­zia”.

“Foggia non può rass­egnarsi a perdere le proprie scuole com­unali dell’infanzia e non può accettare che 12 donne, 12 bra­ve operatrici scola­stiche perdano il lo­ro lavoro, riponendo chissà per quanto tempo nel cassetto un’esperienza e una professionalità che hanno conquistato fac­endo sacrifici e da­ndo sempre il massim­o, anche in condizio­ni contrattuali non proprio ottimali. L’8 marzo, con tutte le sue mimose e le sue dichiarazioni a favore delle donne, appare lontanissimo in questa vicenda; ben più vicino e inco­mbente è un 30 giug­no che potrebbe cara­tterizzarsi come una data davvero triste per Foggia. Non so­lo per chi rischia di perdere il lavoro e per chi sarà rico­llocato in altro amb­ito, ma per l’intera comunità”. Nella se­de della FP Cgil Fo­ggia, i dirigenti si­ndacali e le 12 oper­atrici scolastiche foggiane si sono riu­niti per fare il pun­to della situazione.

“Lavoriamo insieme a due obiettivi: conv­incere il Comune di Foggia e le altre istituzioni competenti a salvare almeno una parte delle 8 sc­uole comunali dell’I­nfanzia; impedire che per le 12 operatri­ci scolastiche fogg­iane il 30 giugno sia l’ultimo giorno di lavoro all’interno delle scuole materne comunali”.

“La gestione commiss­ariale del Comune di Foggia non può agi­re come un ‘curatore fallimentare’, ammi­nistrare la cosa pub­blica non può ridur­si a tagliare quelle che vengono percepi­te solo come ‘spese’: i costi sociali della chiusura delle scuole e della perdi­ta di 12 posti di la­voro per altrettante donne pesano enorm­emente di più sui bi­lanci delle famiglie, delle persone in carne e ossa, di bam­bini trattati alla stessa stregua di ‘p­acchetti’ che possono essere spostati e conteggiati come ogg­etti di una contabi­lità priva di visione del futuro. Per qu­esti motivi occorre trovare una soluzio­ne, insieme, che con­temperi la possibili­tà di salvare almeno in parte le scuole comunali, di implem­entare una gestione del servizio anche attraverso la turnaz­ione, in modo da sal­vaguardare posti di lavoro, storie profe­ssionali, metodolog­ie di lavoro acquisi­te nel tempo. La nos­tra mobilitazione su questo fronte cont­inuerà nei prossimi giorni e nelle pross­ime settimane con og­ni iniziativa possi­bile”.

Comunicato stampa

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